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Sottobicchieri ieri e oggi: cosa è cambiato di più?

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A prima vista, i sottobicchieri per tazze o bicchieri sembrano un dettaglio. Restano sul tavolo, svolgendo il loro compito sullo sfondo dei rituali quotidiani: il caffè del mattino, il tè del pomeriggio o un incontro davanti a una birra. È solo quando mancano che ci si rende rapidamente conto di quanto siano utili — proteggono il piano dall’umidità, dal calore e dai graffi e, allo stesso tempo, aiutano a mantenere ordine ed estetica nello spazio.

Anche se oggi li consideriamo un elemento ovvio dell’arredamento domestico, la storia dei sottobicchieri è molto più lunga e interessante. In questo articolo analizziamo come i sottobicchieri si siano evoluti nel corso degli anni, cosa abbia influenzato la loro forma e funzione e perché proprio il sughero naturale sia diventato uno dei materiali più popolari nelle versioni contemporanee.

 

Indice dei contenuti
1. Introduzione
2. Prima che esistessero i sottobicchieri…
3. Pub e birra – il vero inizio dei sottobicchieri
4. Quando il sughero naturale è arrivato sui tavoli
5. Come si sono evoluti i sottobicchieri nel tempo?
6. Come sono i sottobicchieri oggi?
7. Conclusione
8. FAQ

 

Prima che esistessero i sottobicchieri…

…il loro ruolo era svolto da oggetti molto più grandi e pesanti. I primi “coasters” non avevano nulla a che fare con caffè o tè — erano vassoi speciali sui quali venivano appoggiate bottiglie di vino o caraffe. Una volta terminato il servizio da parte della servitù, permettevano di far scorrere liberamente i recipienti sul tavolo, senza il rischio di graffiare o macchiarne la superficie.

La loro funzione era quindi innanzitutto pratica. Proteggevano i piani in legno dall’umidità e dai danni, facilitando al contempo il gesto di prendere da bere. Il nome stesso “coaster” si riferiva proprio a questo “scivolare” dei recipienti sul tavolo, e non ai piccoli supporti che conosciamo oggi.

Nel XVIII e XIX secolo questi vassoi venivano realizzati con materiali considerati durevoli ed eleganti. I più comuni erano il legno, il metallo, l’argento, ma anche il cartapesta o altre masse rigide modellate. Contavano il peso, la stabilità e la resistenza, non l’assorbenza o le dimensioni ridotte. Solo con il tempo, insieme al cambiamento dello stile di vita e della cultura del bere, si iniziò a pensare a soluzioni più piccole e maneggevoli, capaci di accompagnare un singolo recipiente.

 

Pub e birra – il vero inizio dei sottobicchieri

Sebbene i primi “coasters” siano comparsi sulle tavole dell’aristocrazia, la vera storia dei sottobicchieri è iniziata nei pub. È proprio lì, nell’atmosfera degli incontri quotidiani davanti a una birra, che è nata l’esigenza di soluzioni semplici e pratiche, adatte a spazi utilizzati in modo intensivo.

All’inizio si trattava di tappetini e coperture realizzati in feltro, tessuto o altri materiali morbidi. Il loro scopo non era ancora proteggere il tavolo, ma la bevanda stessa — coprivano i boccali per proteggere la birra da insetti, polvere o altre impurità. Con il tempo, però, iniziarono a essere utilizzati anche sotto i recipienti, perché gestivano bene l’umidità e impedivano la formazione di aloni bagnati sui piani.

Questo momento si rivelò decisivo. La funzione del sottobicchiere iniziò a cambiare — dalla protezione della bevanda alla protezione della superficie del tavolo. Con la diffusione della birra e lo sviluppo della cultura dei pub emerse la necessità di soluzioni economiche, facili da sostituire e sempre più adattate al singolo recipiente. Così, passo dopo passo, tappetini e coperture si trasformarono nei sottobicchieri che oggi associamo a boccali, bicchieri e tazze, diventando un elemento imprescindibile sia nei pub sia sulle tavole di casa.

 

Quando il sughero naturale è arrivato sui tavoli

A differenza di molti altri oggetti di uso quotidiano, i sottobicchieri in sughero naturale non hanno un momento preciso di nascita né un inventore. Non sono nati da un’unica idea rivoluzionaria, ma come risposta naturale a esigenze emerse con lo sviluppo delle forme precedenti di sottobicchieri. Quando la loro funzione ha iniziato a concentrarsi sulla protezione dei piani da umidità e calore, il sughero naturale si è rivelato un materiale perfettamente adatto a queste necessità.

Le soluzioni utilizzate in precedenza — feltro, tessuti o tappetini in carta — svolgevano bene il loro compito, ma avevano una durata limitata. Il sughero naturale rappresentò il passo successivo in questa evoluzione. Veniva già impiegato per la protezione delle superfici, l’isolamento e come materiale ammortizzante, perciò il suo utilizzo nei sottobicchieri fu uno sviluppo logico delle pratiche esistenti, non una vera e propria invenzione.

La popolarità del sughero naturale è dovuta soprattutto alle sue proprietà. È leggero, elastico e piacevole al tatto, ma al tempo stesso resistente all’umidità e al calore. Gestisce bene la condensa, impedendo che l’acqua si sparga sul tavolo, non graffia le superfici e garantisce stabilità ai recipienti. Grazie a questo, i sottobicchieri in sughero naturale hanno trovato rapidamente posto sia nei pub sia nelle abitazioni, affermandosi come una delle soluzioni più versatili e durature, capaci di arrivare fino a oggi.

 

Come si sono evoluti i sottobicchieri nel tempo?

Con il passare del tempo, i sottobicchieri hanno smesso di essere un semplice strumento di protezione del tavolo. Il loro ruolo si è evoluto, riflettendo i cambiamenti nello stile di vita, nel modo di trascorrere il tempo e nell’approccio agli oggetti di uso quotidiano. All’inizio contava soprattutto la protezione — da umidità, calore e danni alle superfici. Con il tempo ha acquisito sempre più importanza la durata e, negli anni successivi, anche l’estetica.

Per lungo tempo, nei pub e nei locali hanno dominato i sottobicchieri monouso, realizzati in carta o cartone. Erano economici, facili da sostituire e adatti a spazi ad alto utilizzo. Nelle abitazioni e nei contesti più rappresentativi, però, si è iniziato a cercare soluzioni più durature. È così che si è passati gradualmente ai sottobicchieri riutilizzabili — in sughero naturale, legno, ceramica o metallo.

Parallelamente è cresciuta l’importanza dell’aspetto estetico. I sottobicchieri hanno smesso di essere un accessorio neutro che deve semplicemente “non dare fastidio”. Hanno iniziato a svolgere il ruolo di elemento d’arredo, completando il servizio, il tavolo o lo stile dell’intero ambiente. Sono comparsi stampe, colori, diverse texture e forme, rendendo i sottobicchieri non solo pratici, ma anche decorativi. Oggi è difficile separare la loro funzione d’uso da quella estetica — entrambi gli aspetti sono ugualmente importanti e si completano a vicenda.

 

Come sono i sottobicchieri oggi?

I sottobicchieri contemporanei sono molto più che semplici dischetti che proteggono il piano dall’umidità. Oggi svolgono anche una funzione decorativa e comunicativa, e il loro aspetto riflette spesso lo stile dell’ambiente o il carattere di chi lo abita. Particolarmente apprezzati sono i sottobicchieri in sughero naturale con stampe e scritte — dai motivi minimalisti, ai testi ironici, fino alle grafiche legate a caffè, tè o birra. Grazie a loro, anche un elemento così piccolo può conferire allo spazio un carattere personale.

Sono cambiati anche i formati e le dimensioni. Accanto ai modelli rotondi classici, compaiono sempre più spesso versioni quadrate, rettangolari o forme non standard, adattate a specifici recipienti. Esistono sottobicchieri più grandi per teiere, caraffe o set di tazze, che fungono da piccoli tappetini da tavolo. Questa varietà rende facile adattarli sia all’uso quotidiano sia a composizioni più occasionali.

Sono molto diffusi anche i set e i kit che creano un insieme visivo coerente. Spesso vengono venduti in confezioni da più pezzi, facilitando il mantenimento di uno stile uniforme sulla tavola.

 

Conclusione

La storia dei sottobicchieri dimostra quanto anche gli oggetti più semplici dell’uso quotidiano possano cambiare nel tempo. Dai pesanti vassoi per bottiglie, passando per i tappetini dei pub e i sottobicchieri monouso, fino agli accessori moderni ed estetici — la loro forma e funzione si sono evolute costantemente insieme allo stile di vita e alle esigenze degli utenti.

Oggi i sottobicchieri non sono più solo una protezione pratica per il tavolo. Sono diventati un elemento d’arredo, un modo per esprimere lo stile e talvolta persino il senso dell’umorismo. I modelli in sughero naturale, in particolare, uniscono ciò che conta di più: funzionalità, durata ed estetica. È proprio questa versatilità a far sì che i sottobicchieri — pur discreti — abbiano ancora un posto stabile sulle tavole, ieri come oggi.

 

FAQ

1. Perché il sughero naturale è un materiale così popolare per i sottobicchieri?
Il sughero naturale gestisce bene l’umidità e il calore, è leggero, elastico e non graffia le superfici. Garantisce stabilità ai recipienti ed è adatto sia all’uso quotidiano sia agli incontri più numerosi.

2. In cosa differiscono i sottobicchieri monouso da quelli riutilizzabili?
I sottobicchieri monouso sono generalmente realizzati in carta o cartone e utilizzati soprattutto nei pub e nei locali. I modelli riutilizzabili, come quelli in sughero naturale o in legno, sono più durevoli e si adattano meglio all’uso domestico.

3. Come scegliere i sottobicchieri più adatti alle proprie esigenze?
È utile considerare il materiale, le dimensioni e lo stile. Per l’uso quotidiano funzionano al meglio i sottobicchieri in sughero naturale, mentre per occasioni speciali si possono scegliere set coordinati nei colori con il servizio o l’allestimento della tavola.

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